Le competenze trasversali. Appunti e Storie di un viaggio in Corriera

Viaggiare in Corriera offre mille opportunità. Le mie: 1- Raccogliermi a distanza da tutto e prendermi finalmente il tempo necessario per leggere, studiare, pensare, prendere appunti e scrivere. 2- Conoscere tante persone interessanti e misurare la temperatura dei loro pensieri, sulla Vita e sul Lavoro. In uno degli ultimi viaggi in Corriera mi è capitato di fare una bizzarra conversazione sulle Lauree umanistiche. Qui, ve la riporto. Sarà il punto di partenza per riflettere su un concetto straordinariamente importante, per il Lavoro e per la Vita: le competenze trasversali | Le Cronache immersive di AstrOccupati: il Reportage narrativo


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Il colloquio di lavoro

Per la rubrica dei Reportage narrativi sulla vita interiore dei Lavoratori, AstrOccupati scrive la Storia di Mario che, tra pensieri e arrovellamenti, oggi, ha un colloquio di lavoro


La punta del piede dondola, su e giù. Su, giù.

Sullo schermo silenzioso sistemato qui in alto, volti neri in mezzo a tanti volti neri. Mentre me ne sto qui seduto come una pietra li guardo, i ragazzi che remano l’anima su un barcone, il mare delle 23:42 che li tortura, su e giù, su, giù. Mi sale il mal di mare, una nausea di sale, di speranze, tanfo, il futuro che ondeggia alla bocca dello stomaco. Vado in bagno e sbocco centimetri di domande.  Continua a leggere

D’estate

Per la rubrica dei Reportage narrativi sulla vita interiore dei Lavoratori, AstrOccupati scrive la Storia di Luca, che decide di mettersi in proprio. Molla l’università, e apre un bar


Fu l’oroscopo di Vincenzo. Lo smidollato attaccò una delle sue sproloquiate da whisky al bar dell’università, uno di quei bar da quattro soldi col frigorifero sempre aperto dove i gelati di chissà quale scaduta estate fa, si deformano in compagnia delle mosche. Storpiate dalle noccioline, le sue parole mi vollero annunciare che Saturno, in perfetta quadratura, mi elargiva coordinate straordinarie nelle faccende pratiche, ma pure in quelle immateriali. Gli zigomi spalancati dall’alcool, Vincenzo mi confidò che avrei ricevuto “certi” favori, complici certi lontani pianeti. Cazzo significa? Seguì una fiumana ininterrotta di pensieri, connessioni rapidissime tra le parole Marte e Urano, corpo ed emotività. Allora Vincenzo, porca puttana, vediamo di fare il punto sulla situazione. Sì, dunque, allora, i Pesci, aderendo troppo ai doveri imposti dal loro super-io, abbandonano le richieste del loro sé profondo; gli Acquario propendono per una libertà assoluta. Danno via tutti i legami, tutti, ma non hanno fatto i conti con le barbariche invasioni che arrivano a cavallo dei vuoti di Venere; i Bilancia…non l’ho capita; gli Ariete, qualcosa come l’energia attivata da Saturno….o era Marte? Insomma, uno scatafascio per tutti mi pare di capire, no?!, pensai ad alta voce. Ma chi ci crede, Vincenzo? tu ci credi? Io no. E allora vedi di spegnere quella cazzo di radio che c’hai in bocca!! E questo lo dissi. Eppure sentivo che la prima “coordinata” di Saturno era già in attività, tra collo e inguine.
E in effetti non tardò ad arrivare. Simona, si chiamava così. E Vincenzo rideva.

Simona apre la porta e tu dietro di lei che ti senti un fucile. Continua a leggere

Telemarketing, ciak si lavora: cronaca di un pomeriggio di prova (fallita)

Ho risposto ad un annuncio di lavoro, cercavano un operatore Telemarketing. Ho fatto il precolloquio telefonico e il colloquio di persona. Oggi mi seguirete mentre compio il mio piccolo viaggio, verso e dentro il call center: ho il pomeriggio di prova – e “formazione” (così almeno avevo capito). Vi anticipo che è andata davvero malissimo, ma che ho imparato un sacco di cose.
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Perché no? Allora sì.

E allora tocca una bella corsa in stazione, una di quelle di prima mattina che il mento se ne sta lì, fermo e matematico, posseduto dal sonno. Primo autobus, secondo autobus, e il treno che non c’è. Continua a leggere

Ciao, stiamo tutti bene. A parte il solletico, le formiche e le corsie degli elefanti

Per la rubrica dei Reportage narrativi sulla vita interiore dei Lavoratori, AstrOccupati scrive la Storia di Alcide, medico precario, fisiatra. Alcide e la passione, Alcide e l’utopia, contro potere, corruzione e politica tra le corsie della Sanità


La vita mi ha promesso alcune parole. La mia mente mi ha promesso delle parole. La mia professione, mi ha promesso delle parole. Mi chiamo Alcide, e non ci sto. Le mie parole non le mollo.

Stiamo tutti bene, davvero. Bene, qui, nel girone delle perle scure – sul serio, tutti bene. I devoti al sogno, i Cappellai matti.

Sono Alcide, 33 anni, medico precario, contratto a tempo determinato. Per l’esattezza “fisiatra”, specialità in medicina fisica e riabilitativa. Riabilitare è il mio lavoro, la parola promessa che Continua a leggere

La lingua celeste e sbucciata dell’imprenditore

Per la rubrica dei Reportage narrativi sulla vita interiore dei Lavoratori, AstrOccupati scrive la Storia di Vittorio, Imprenditore, figlio insospettabile, perduto


– Bevi qualcosa?
– No. Fumo questa sigaretta e vado via.
Mi fai accendere?
– Vorrei fumare questa sigaretta, fumarmela in pace, capisci?
E così non mi dedichi nemmeno cinque minuti…?
– No.
Vado. Ciao. A presto.
Vadociaoa presto. Perseveranza e serenità.
– Aspetta…
Aspetto.
Perseveranza. Fiducia. Serenità.
Per molti sono così, la recita di una cubista di città, magari un po’ puttana, magari un po’ no. Ma fino a che sono alla mia scrivania non so proprio dove sistemare l’antipatia che mi si dedica, le lingue che mi saltano addosso. Non ho tempo.
La mia vita è  Continua a leggere

Anna, la tua pancia verticale ha cambiato il mondo

Per la rubrica dei Reportage narrativi sulla vita interiore dei Lavoratori, AstrOccupati scrive la Storia di Anna, Redattrice, e del suo secondo grande urlo al mondo: diventare una madre


Una sera blu. Certe infermiere che mi guardano credendo di conoscere tutto di me, che sussurrano e ghignano risolini ai medici e al loro spettacolo di pance ingombranti, sghembe. Noi, le donne con la pancia, ce la mettiamo tutta da stamattina. Ci dicono di respirare, e respiriamo. Ci dicono di scegliere la posizione, e la inseguiamo. Ci dicono di contenere i lamenti, e noi strisciamo sottovoce. Io sto in piedi che guardo le altre con aria di sfida. Animali prima della gara col morso.

Una sera  Continua a leggere

L’operaio che viaggiò sulla Luna

Per la rubrica dei Reportage narrativi sulla vita interiore dei Lavoratori, AstrOccupati scrive a Storia di Francesco, ex operaio, disoccupato. La follia dell’attesa, il lavoro che non arriva


Fu d’una luna gelatinosa e rosso fuoco. Una luna a colla. Una luna come ce ne sono tante – dice chi non si stupisce più di tanto. Non io però. Perché la mia, quella sera, fu una luna tutta stramba. Permalosa, mia, tutta odorosa. L U N A, luna-grande luce. Una luna che forse voleva fuggire via da me, e che invece cadde, precipitosa e accecante, cadde sulla mia finestra. Si può mica piegare, e cadere la luna? Mmhà.
Io sto lì che incasso la sigaretta grigia e ritrita, e mentre Continua a leggere

Giuseppe. O del Teatro che cade

Per la rubrica dei Reportage narrativi sulla vita interiore dei Lavoratori, AstrOccupati scrive la Storia di Giuseppe, Regista teatrale prossimo alla pensione, Giuseppe. Il Teatro assetato e le Storie


«Prima o poi lo capirà.
Prima o poi, non adesso.
Prima o poi lancerà il copione come un falco e se ne infischierà. Capirà che il linguaggio è solo alla fine della partita. Che per recitare – recitare senza recitare – deve prima imparare a sentirsi sperduto. Un temperamatite dentro uno scolapiatti. Capirà che per essere autentici, perché le sue parole arrivino dall’altra parte – dall’altra parte della gola, dentro “la schiena” di chi ascolta e guarda, sulla sua nuca, nel pianto di tutte le cose che non ha detto, e che adesso emergono feroci e bisognose di un imbuto – è necessario sentirsi dei sopravvissuti, posteggiare sul palcoscenico come migranti, assetati, nudi. Soli.
Senza linguaggio.

Sono l’ultima fase, le parole. Prima, ci sono gli accenti. Continua a leggere