Disoccupati: fannulloni, furbi e incapaci. Favole e frottole sugli Invisibili del Lavoro

Pronto a riallacciarsi le scarpe per il nuovo anno, AstrOccupati ascolta il “comodo” brontolio generalista sui disoccupati, le assurde semplificazioni di ebeti e webeti sul profilo psicologico delle persone senza impiego. Menzogne, pregiudizi e favole sulla categoria degli Invisibili del Lavoro sono un’occasione importante per riflettere non soltanto sulla Disoccupazione e sulle dinamiche del mercato italiano del Lavoro, ma anche, soprattutto, su alcune questioni “umane troppo umane” poste dal nostro Tempo: l’astio dello sguardo, la violenza del linguaggio, la nevrosi del successo e la sconfitta dell’educazione. Soprattutto sui social


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Le conseguenze psicologiche della Disoccupazione. Cause, menzogne, trappole, vizi e altre storie su quell’impoverito «sé»

Se non lavoro, non-sono e non-esisto. Senza il Lavoro crolla la coscienza che avevamo di noi stessi, non sappiamo più «chi siamo». Perché? Cosa c’entra la Professione con la Personalità? Quale rapporto siamo davvero capaci di costruire tra il nostro limitato Status sociale e la nostra illimitata Vita interiore?
AstrOccupati compie un viaggio per svelare origini e cause di certe assurde catastrofi psicologiche scatenate dalla Disoccupazione: tra miracoli, trappole, domande, inganni, vizi e menzogne su quell’«io-sono» che impoveriamo continuamente, la scoperta che affrontare il “lutto bianco” della disoccupazione significa compiere una dolorosa ma utilissima esperienza di smascheramento di se stessi


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Lavoratori postmoderni | Confessioni reali di un’irreale sconosciuta

Di rabbia per la classe dirigente, muta e cieca, di tenerezza per la categoria degli invisibili, di ammirazione per quell’Italia creativa di lavoratori creativi, e di scrittura. Senza menzogna: a quasi 2 anni dalla nascita dei Reportage sulla vita interiore dei Lavoratori, a 7 mesi dalla nascita delle Interviste, faccio il punto su quello che ho visto e vedo, ho scritto e non ho scritto sul mondo del Lavoro


Non è un orario utile per condividere, lo so. Qualche giorno fa però, sempre qui su AstrOccupati, stavo per pubblicare uno di quegli articoli che dal popolo del web vengono definiti “contenuti utili”. Credimi, era un articolo come non ne avevo mai scritti prima: passaggi concettuali fluidi, snello, ricco di liste e consigli pratici, differenti da quelli che solitamente pubblico alla fine di ogni Intervista. Qualche bella fotografia, due citazioni, una frase ad effetto. Un link ad un articolo incoraggiante, un link ad un video esaltante, stavo facendo il punto su cosa, grazie al blog, ho ascoltato, visto, vissuto e scritto sul mondo del lavoro. Era un articolo diritto, pieno di speranza, luminoso, le mie parole avevano persuaso anche me. Poi, nell’ultima fase del riediting, ho letto questa parola qui, e l’avevo scritta io, in mezzo al resto: spine. Senza una logica precisa ho spento il pc, ho fatto qualche telefonata e sono uscita, ero parecchio turbata. In questi giorni, sempre sulla tematica del lavoro, come per verificare qualcosa-ma-non-sapevo-cosa, ho ascoltato chi dovevo, ho parlato con chi volevo, ho vissuto la mia di esperienza di lavoro (e che non raccomando nemmeno al mio peggior nemico), e ho visto cose che volevo e cose che non avrei voluto, la protagonista non ero io. Mi hanno spezzata. Mi spezzano tuttora. Oggi, ripensando a tutto l’accaduto, ho riletto quell’articolo e l’ho cestinato immediatamente. Perché mi stavo tradendo. Perché stavo per mentirti, e mi dispiace. Continua a leggere

Lavoro, disoccupati a causa dell’età. Le norme sulla discriminazione, la tenacia, il collagene marino idrolizzato: i consigli per una Rivoluzione ialuronica

Per lavorare in Italia? Conta «l’età»


Diritti, uguaglianza, tutela dell’occupazione, pari opportunità. Un tema centrale quello della tutela del «Diritto» al Lavoro per “tutti” i cittadini: ai piani “alti” della Politica se ne parla ma, realmente, cosa si sta facendo? Dentro il chiacchiericcio dove la democrazia finisce per dimenticare anche se stessa, aumentano i candidati esclusi, per motivi legati all’età, dalle fasi preliminari e necessarie per accedere al mondo dell’occupazione: la presa in carico di un annuncio, l’invio del curriculum vitae, il colloquio, la pratica tirocinante per intraprendere il percorso professionale. 

I fatti: quanti anni hai, baby?

La situazione, divisa in punti salienti:

PRIMO. Tanti, tantissimi, in Italia, gli annunci di lavoro che, tra i requisiti richiesti, inseriscono l’età “massima” del candidato, e restringono l’invio delle candidature a una specifica fascia che – quando va bene – chiude le possibilità ai 29. E per chi di anni ne ha trenta, quaranta, cinquanta, sessanta (sì, 60! Fatevi pure un giro nelle agenzie di lavoro), che succede? Continua a leggere