Digital Consultant, Federico Citi: progettare dentro il cambiamento | Intervista

Tempo fa si definiva un “Web Designer”. Oggi, dopo anni di esperienze e studio, si presenta come un Consulente di web marketing, guida essenziale per le aziende che hanno necessità di sbarcare nel “digital” ma non sanno “come”. Poliedrico, grande comunicatore, aperto al sorriso, ai cambiamenti e alla produzione di progetti creativi e performanti, come l’ultimo: Webtales. AstrOccupati intervista Federico Citi


Se volessimo prenderla con “sociologia”, dovremmo tutti essere d’accordo con Michel Maffesoli, professore alla Sorbona di Parigi e sociologo francese, secondo il quale, da ieri a oggi, il concetto di utopia è totalmente cambiato. In un’intervista pubblicata sul cartaceo #252 de la Lettura, l’inserto culturale del Corriere della Sera, Maffesoli afferma che l‘utopia della “postmodernità”, l’epoca che stiamo vivendo, non ha più a che fare con il «Futuro», ma con il «Presente», e la definisce così: utopia «interstiziale».

Proprio perché non viene più generata dall’idea di “Futuro” (concetto che ha invece dominato tutta l’epoca moderna, e che ha nutrito il sogno di una Società perfetta, astratta, “lontana” nello spazio e nel tempo), ma dal concetto diPresente”, la nostra è un’utopia “vicina”. Si riappropria dello spazio e del tempo, si radica nel qui ed ora. Un’utopia liquida, dunque, fumosa diremmo noi, perché si lega alle “categorie-non categorie” del Presente, che sono dinamiche e in continuo mutamentil Presente “è”, ma poi di fatto “non-è”.

Applicata al mondo del Lavoro, l’utopia interstiziale ci rende tutti liquidi, vero?

Come Lavoratori, oggi, siamo dei prestigiatorimutiamo competenze, città, orientamento al Lavoro, occupazione, e la ragione assoluta non è la crisi. Oltre al fattore “crisi” che ha spaccato e spacca il Paese, c’è lo sviluppo tecnologico e digitale, c’è Internet e la naturale evoluzione dei mercati e delle competenze. C’è la nostra nuova identità umana, che gioca coi social, la cyberSolitudine, la cyberdemocrazia, la mancanza di “tatto” e di silenzio.

Federico Citi può essere considerato un esempio di “Lavoratore interstiziale“. Nasce e si forma come Web Designer, ma sorprendentemente (sorprendentemente se si considera la mole di studio, esperienze e anni passati a progettare e realizzare siti), ha allargato e continuamente allarga, con altro studio ed esperienze, il fronte della sua professionalità, lavorando, oggi, come “Progettista“, freelance Web Specialist e Digital Consultant per l’universo delle aziende che sbarcano nel mare con-fuso del digitale. Se gli chiedete il “perché” di questa “flessione”, con la sua indole educata e lucida, anzi lucidissima, gettata con grande forza, sorriso e determinazione nel Futuro, vi risponderà che tra qualche anno non sarebbe competitivo e performante come un giovane-giovanissimo Web Designer, perciò ha deciso di trasfigurare creativamente la sua esperienza e tenacia dirigendole verso l’universo largo della costruzione di progetti di comunicazione digitale. Federico è multidimensionale, prismatico. Sperimenta, progetta, ascolta, corre (tantissimo), studia, analizza, lavora (moltissimo), è entusiasta, curioso, dinamico e aperto (leggete nell’Intervista il lavoro che immagina per il suo futuro!), assolutamente elastico e flessibile. Molto determinato, guarda la realtà del suo lavoro e si muove mentre tutto si muove, pensa la realtà del suo lavoro e cambia mentre tutto cambia. Federico è poliedrico, aperto ai cambiamenti e alla produzione di soluzioni contemporanee e performanti, come il suo ultimo progetto creativo, che si chiama così: Webtales. Una domanda, Federico: ma quanti cilindri ci vogliono per fare cento conigli? E mille?

AstrOIntervista: Federico Citi

Nome
Federico Citi

Ti chiamano
Alcuni amici “Foto” altri “Gidi” altri ancora semplicemente, Fede.

Il tratto principale del tuo carattere
La curiosità.

Il difetto che ti rimproveri
Tendenza ai voli pindarici, sbalzi di ottimismo, lievemente accumulatore. Poi forse dovrei togliere un paio di tacche alla pazienza, specialmente in ambito lavorativo, dovrei incazzarmi un po’ di più con le persone, credo che mi farebbe stare meglio.

Il difetto che ti rimproverano
Dicono che tendo ad essere anche un po’ logorroico ed è abbastanza vero. Qualcuno sostiene che sia un po’ presuntuoso; non lo sono, ma è plausibile che qualcuno lo pensi, si insomma, posso sembrarlo. Poi ci sono quelli che mi trattano con superficialità e dicono che sono un “bastian contrario”. Ecco, quelli mi fanno talmente tanto arrabbiare che con loro divento veramente presuntuoso per non dire di peggio…

Cosa ti appassiona davvero nella vita, cosa ti anima 
Eh…davvero tanta roba. Mi piace imparare qualsiasi cosa, sono molto curioso. Mi piace tutto quello che può essere creato con un po’ di manualità pochi strumenti e fantasia. Mi piacciono le persone che sanno far ridere e mi piace quando riesco a far ridere io le persone. Sono felice se risolvo un problema. Mio o di altri fa poca differenza, è proprio la soluzione che mi appassiona.

Il tuo Lavoro
Un tempo mi definivo web designer, faceva “figo” e più o meno si capiva cosa facevo. Ora la faccenda è un tantino più complicata.
Diciamo che sono un consulente che si occupa di web marketing a 360°, una specie di guida per le aziende che hanno necessità di avere a che fare col mondo “digital” e non sanno dove sbattere la testa. Ecco io do una mano a queste aziende.

Il mestiere che sognavi di fare da piccolo
Ho avuto diverse fasi, anzi parecchie a dir la verità. Non saprei proprio cosa privilegiare. Ti dico i primi due che mi vengono in mente, scienziato e pilota di aerei.

Il mestiere che sogni di fare da grande
E chi lo sa!? Per un po’ vorrei continuare a occuparmi di quello che sto facendo adesso e magari il destino lo volesse, togliermi anche qualche soddisfazione. Poi più in avanti forse mi piacerebbe disintossicarmi dal digitale, ritirarmi in campagna e fare il falegname o il fabbro, il restauratore di auto d’epoca sarebbe il top.

Quel che ami di più del tuo lavoro
La possibilità di curiosare in ogni mestiere del mondo. Te l’ho già detto che sono curioso vero?

Quel che detesti e/o ti affatica e/o ti annoia del tuo lavoro
La difficoltà che ho nel separarlo dal resto della mia vita alla quale purtroppo sottrae tanto tanto tanto troppo tempo.

Quel che condanni e cambieresti subito del tuo contesto lavorativo
Non esiste cultura del digital, non ci sono riferimenti istituzionali e la maggior parte delle persone non ha idea delle professioni che ruotano intorno a questo mondo, non per nulla è nato il neologismo “web coso”. E come se non bastasse in tutto questo marasma, le orde di venditori di “fuffa” sono sempre in agguato.

La cosa più difficile che hai fatto nella vita
Cambiare città (da Pisa a Torino), lasciare una fonte di reddito più o meno costante (lavoravo in diversi contesti da precario ma tutto sommato uno stipendio riuscivo sempre a portarlo a casa) e puntare tutto sul mia professione da freelance. Ed è ancora tutto in salita.

Il tuo ricordo preferito
Una piccola capanna, nascosta dalla vegetazione selvaggia delle campagne pisane, costruita insieme ad alcuni amici con materiali di fortuna in riva al fiume Arno. Avevamo anche una barchetta di vetroresina. Dopo la scuola, passavamo lì tutto il tempo che potevamo a pescare e parlare di ragazze. Avevo 15 anni.

I tuoi eroi. Chi ti ispira profondamente
Cinzia, la mia compagna è sicuramente la persona che più mi ha ispirato negli ultimi 5 o 6 anni. Non fosse stato per lei non avrei fatto tante cose di cui oggi posso andare orgoglioso.
Poi…non saprei… cerco di ispirarmi un po’ a tutti ma non amo sfoggiare né santini né bandiere.

La/e qualità che più ami negli altri
La pazienza e la predisposizione al ragionamento logico, l’auto ironia e il non prendersi troppo sul serio.

La persona scomparsa che richiameresti in vita
Mio nonno Loris. Il mio amico Sergio. Fabrizio De André. Che gli altri non se ne abbiano a male. Potessi vi resusciterei tutti ma già ho sforato di due, non vorrei abusare della pazienza di Valentina…

Il sogno che proprio non ti lascia in pace 
Non te l’ho ancora detto ma sono uno dei fondatori di una “cosa” che si chiama Webtales, ovvero un collettivo di freelance – che bella definizione eh? – che, al grido di “tutti per uno, uno per tutti” mettono insieme le proprie forze per darsi una mano e condividere il progetti più sostanziosi. Tipo come fanno i commercialisti, ‘na specie di studio associato va’… Ecco mi piacerebbe che questa “cosa” si trasformasse un un’azienda vera e propria con tanto di sede fisica e  insegna sulla porta. Dopo anni e anni passati a lavorare in casa, sento il bisogno di un vero ufficio, di quelli che per andarci sei obbligato a lavarti i denti e vestirti.

L’Italia che vorresti
Nel nostro paese la furbizia tiene in ostaggio l’intelligenza servendosi dell’ignoranza. Mi piacerebbe che il buon senso facesse un blitz e la liberasse.

L’ultima cosa che fai prima di addormentarti
Leggo racconti sul mio ebook reader. Generalmente racconti brevi, gialli o racconti fantastici. Prima guardavo le serie tv. Ma sto meglio ora. Un Conan Doyle o una Agatha Christie mi danno la stessa soddisfazione ma senza quel fastidioso senso di assuefazione e dipendenza che, talvolta, mi costringevano a fare le 6 del mattino guardando dieci episodi di fila di Prison Break o di Fringe.

L’ultima volta che ti sei emozionato davvero
Quando mi sono trasferito e ho salutato i miei amici e i miei genitori.

Stato d’animo attuale
Imprigionato fra il logorio dell’instabilità e gli sbalzi di ottimismo.
Non so se si capisce, ma più che uno stato d’animo è una cosa assomiglia a una lavatrice. Hai presente quando selezioni il “programma lungo”?
A volte gira piano piano, come un lamento.
Poi d’improvviso parte la centrifuga.
Poi di nuovo piano piano piano.
Ad ogni centrifuga mi convinco che sia l’ultima, ci credo sul serio.
E invece niente. Puntualmente la delusione. La lavatrice riprende col suo incedere lento, lamentoso, inesorabile.
Ecco, più o meno mi sento così.
Ovviamente anche se provo a non darlo a vedere, tutto questo giramento mi rende leggermente nervoso.
Sarà anche perché il mio studio si affaccia proprio sulla parte del terrazzino che ospita la lavatrice?
Può darsi. So solo che non vedo l’ora di sentire il dolce e inconfondibile suono dello scarico. Anche se poi dopo è il momento di stendere i panni.

Le Parole che non ti ho detto: il canto libero di Federico

Volevo parlarti del mio progetto Webtales.
Webtales è un esperimento di branding collettivo sotto il quale alcuni freelance che operano in vari ambiti del digital marketing collaborano e si scambiano competenze.

Nasce agli inizi del 2016 dall’esigenza mia e quella di due miei colleghi (Stefania Carone e Giorgio Marangon) di far fronte comune ai problemi ordinari del nostro mestiere.
Ci siamo accorti che la formazione continua, l’auto promozione, le “beghe” fiscali e burocratiche, assorbivano gran parte del tempo lavorativo. In Webtales tutti questi aspetti sono condivisi. Ci dividiamo le spese per i corsi di formazione, condividiamo il sito e le spese di promozione, abbiamo un listino servizi, un sistema di preventivi e contratti condiviso e quando a qualcuno di noi capita un progetto più consistente, condividiamo anche quello, in base alle necessità e alle competenze.
Questo è Webtales dal punto di vista “pratico” di chi ci lavora.
Dal punto di vista dei nostri clienti Webtales è una guida digitale.
Il nostro claim è “raccontiamo grandi imprese”. Ed è quello che ci proponiamo di fare. Siamo convinti infatti, che dietro ad ogni azienda ci sia una storia importante da raccontare e che proprio questa storia, che a noi piace chiamare “grande impresa”, ne sia il maggior punto di forza. La nostra mission è quindi quella di aiutare le aziende a raccontare la loro grande impresa e a trasmettere il loro valore attraverso il web e l’innovazione digitale.

Ci occupiamo di:

  • analisi e sviluppo di strategie di comunicazione digitale
  • seo, sem (posizionamento e pubblicità sui motori di ricerca)
  • sviluppo di siti internet, e-commerce, e grafica per l’immagine aziendale
  • social media marketing
  • affiancamento e formazione per l’utilizzo di strumenti web

Facciamo tante cose, quella a cui teniamo di più in questo momento è la collaborazione con Città dei Mestieri di Torino. Presso gli spazi di questa realtà organizziamo incontri formativi gratuiti atti a divulgare i vari aspetti del mondo digital e ogni giovedì pomeriggio mettiamo a disposizione le nostre competenze a professionisti e aziende con uno sportello di consulenza totalmnte gratuito.

Come contattare Federico Citi

√ Il mio portfolio lavori è un po’ qui e un po’ qui.
√ Il mio profilo LinkedIn.
√ Facebook fanpage.

Perché contattare Federico Citi. Il suo Curriculum vitae cantato in versi: i suoi

Appassionato e incuriosito dal mondo del digitale fin dai tempi del liceo, sviluppo il mio primo sito web nel 2002. Da allora non ho più smesso.

Che cosa ci ha insegnato Federico: #Consigli per il Lavoro

Caro Federico, il Carillon del Salotto di AstrOccupati si è messo a suonare per te certe parole. Confessa, che ci hai insegnato delle cose fondamentali, importantissime.

LA TUA STORIA HA RICORDATO A NOI LAVORATORI AstrOccupati e AstrODisoccupati che è necessario sorridere, essere propositivi e forti, essere tenaci oltre qualsiasi ombra, qualsiasi. 

LA TUA ESPERIENZA CI HA CONSIGLIATO che è necessario stare nel Presente, essere molto luciditanto da dirci in faccia verità un po’ faticose da digerire, tanto da cominciare a preparare quella valigia di strumenti che un giorno, forse prima di quanto possiamo davvero immaginare, ci saranno necessari per poter fare il nostro lavoro; che se inseguiamo un’ideale, questo è, deve-essere,  “quotidiano” (l’utopia interstiziale), lontano dunque da un Altrove largo e astratto, solido e irraggiungibile (la vecchia utopia); che se abbiamo in mente un modello in base al quale sentiamo l’urgenza di criticare il Presente e sperimentare un rinnovamento, questo dev’essere incastonato nell’Oggi, dunque aperto, elastico e in continuo movimento, anche se la sua instabilità ci terrorizza. Che bisogna stare nel Presente, ballare la nostra danza insieme alla sua danza, divenire nel continuo divenire, vivere, catapultati già dentro il Futuro.           .

LA TUA INTERVISTA CI PERMETTE DI RICORDARE AL MONDO DEI LAVORATORI che la flessibilità è proprio necessaria, e, soprattutto, che non sempre è una faccenda negativa. Che dover cambiare significa anche accedere a tutta una serie di opportunità prima sconosciute, a tutta una serie di qualità prima insospettate, le nostre. Non è facile, anzi, è davvero difficilissimo, ma non abbiamo altra strada che questa: provare. Prima di gettare la spugna: provare, riprovare e stra-ri-provare. Cambiare rotta e progettare, correre e innovare. “Imprendere” e sperimentare.

FEDERICO, PER TE. Caro Federico, dopo la tua preziosa Intervista il Carillon del Salotto si è messo a suonare per te questa canzone, che speriamo sia capace di farti compagnia durante una delle tue magie da prestigiatore-mago. Ci auguriamo che tu non perda la tua voglia di partecipare ai passi del vento quando soffia, quando danza verso una “regione” imprecisa. Buon vento, Federico. 

AstrOReporter: Valentina Chiefa


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§§§ E a te, AstrOccupato, AstrODisoccupato, quali stimoli e consigli ha lanciato questa Intervista? Siamo AstrONavigatori io e te, responsabili, accesi e liberi. So, perché lo so, che i tuoi commenti su questo blog saranno commisurati alle regole del garbo, al fruscio del dialogo, e non alle strade dell’insulto. L’insulto mai, l’insulto no: quello, non ci somiglia per niente.


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3 pensieri su “Digital Consultant, Federico Citi: progettare dentro il cambiamento | Intervista

  1. Bellissimo articolo, i miei complimenti sia a chi sta dietro questo blog sia al sig. Citi. Si intravede una energia che stimola sicuramente un giovane come me a inseguire il proprio obiettivo. Spero anche io un giorno che la mia passione diventi il mio lavoro. “Eh…davvero tanta roba. Mi piace imparare qualsiasi cosa, sono molto curioso. Mi piace tutto quello che può essere creato con un po’ di manualità pochi strumenti e fantasia. Mi piacciono le persone che sanno far ridere e mi piace quando riesco a far ridere io le persone. Sono felice se risolvo un problema. Mio o di altri fa poca differenza, è proprio la soluzione che mi appassiona”. La mia risposta preferita, la condivido in ogni punto ( o virgola). Bella storia!

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    • Ciao Gioele, sono Valentina, il dietro-le-quinte del Progetto “AstrOccupati”. Grazie per quello che scrivi, davvero. Sono molto contenta che l’energia di AstrOccupati, e soprattutto quella di Federico, sia riuscita ad interagire con la tua, quella con cui hai deciso di inseguire il tuo obiettivo: trasformare la tua passione in “lavoro” – che poi è l’obiettivo di molti qui. Federico è un grande esempio per noi “astroccupati”, di resilienza e tenacia, entusiasmo e flessibilità. In bocca al lupo, Gioele, e a presto per altre storie, di altri tenaci. Valentina.

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  2. Ciao Gioele, sono Federico, il sig. Citi.
    Non so se mi fa più strano sentire che stimolo un giovane, oppure sentirmi chiamare sig. Citi.
    Non sono abituato a nessuna delle due cose…mi sento un po’ come quando sono diventato pelato.
    Si, è successo da un giorno all’altro, il giorno prima avevo i capelli lunghi (pochi, ma lunghi).
    Niente, c’ho messo un po’ per farci l’abitudine. Ogni tanto me lo dimenticavo, ma poi me lo ricordavano gli altri: gli amici che non mi avevano ancora visto “rapato” a zero, i finestrini delle auto quando ci passavo accanto, il freddo, la pioggia…
    Poi è diventato normale.
    Non sarà mica che diventerà normale anche questo?
    Passi per lo stimolo ai giovani, a 33 anni ci può anche stare e mi fa anche un po’ piacere, ma Sig. Citi?!
    Porcamiseria, speriamo di no!
    😛
    Un abbraccio grande Gioele, ti auguro di realizzare tutti i tuoi sogni (lavorativi e non) e grazie per aver letto e commentato l’intervista, mi hai regalato un ottimo inizio di giornata!

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