Project & Event Manager, Sonia Del Prete: e tutto il resto, è noia | Intervista

La sua esperienza professionale ci insegna a tenere occhi e curiosità accesi anche verso quei settori in apparenza lontani dalle nostre competenze di studio. Che è necessario aprirsi, operare “contaminazioni creative”. Per ospitarla, il Salotto di AstrOccupati ha cambiato tende e specchi, posizionato posaceneri e patatine dappertutto: l’Intervista a Sonia Del Prete 


Penso spesso a un’immagine di cui non ho mai parlato ad alta voce. La guardo spesso perché la prediligo fra tutte quelle che riguardano il periodo più spettacolare della mia vita – quel periodo che dal ridicolo candore della stanza in cui sono immersa da qualche anno a questa parte, qui, adesso, sembrerebbe un’invenzione. E invece è vero.

L’immagine descrive una ragazza bellissima immersa tra le dune del divano, cuscini e gatti, che pensa che presto, nella sua vita, è già tardi. Da quella volta, da quei caffè, aforismi e sigarette, sono passati moltissimi anni, e in questi anni la ragazza delle dune si è accorta che “tardi” è una parola che fa piangere, che “presto” è solo una parola, e in ogni caso è troppo presto, e che allora, tanto vale sorridere. E vivere. 
La ragazza degli aforismi, delle dune, caffè, occhiaie e cuscini, è Sonia. 

Raccontare una storia significa tentare di attraversare un attraversamento che forse non esiste: non esistono linee, nemmeno percorsi. Provare a rintracciare quel filo capace di intonarci chi “è” Sonia Del Prete, significa non soltanto inseguire uno spazio aperto, ma anche rincorrere un periodo di versi limpido e chiaro che canta come una distesa sconfinata, e una distesa prepotentemente libera che canta come un verso sicuro. Percorrere il suo mondo è balbettare una qualche destinazione proprio come fa il vento, scoprire la sete preziosa dell’ “andare”. E non avere paura. 
Perché Sonia è un amore per la vita struggente, un’onestà imbrigliabile, un entusiasmo randagio, una sensibilità piena di coraggio, di felicità vissute invincibili. Un sorriso largo, fresco e di tenacia, il desiderio forte e inquieto di futuro. Sonia corre veloce, a volte si nasconde, poi prende e smaschera tutte le cose – ma gli argini, Sonia, messi a contenere il fiume, si sciolgono. E allora, dai, andiamo a ballare. 

L’Intervista (magnifica) ad una strepitosa Sonia Del Prete.

AstrOIntervista: Sonia Del Prete

Nome 
Sonia Del Prete.

Ti chiamano
Dipende da chi mi chiama. Alcuni Zonie. Altri Ponga (effetto dell’antico T9) – anche la mia macchina si chiama Ponga, anzi Ponghetta. Qualcuno persino Tonia (chi non accetta che Sonia si scrive con la S e chi sa che proprio non lo sopporto).

Il tratto principale del tuo carattere
Mi annoio facilmente, delle cose che faccio, delle persone. Quindi sono sempre in fuga o proiettata verso altro. Sempre impegnata a spostare l’asticella (pur rimanendo ferma).

Il difetto che ti rimproveri 
Qui la lista è lunga, ma proverò a scremare.

  1. Ho un carattere forte. Questo spesso crea fraintendimenti, per cui alcuni pensano che io sia Wonder Woman e che non abbia mai bisogno di particolari cure. Essere forti non significa, però, essere insensibili o impermeabili a tutto.
  2. Così come gestisco meticolosamente il lavoro e le incombenze, sono totalmente in balia del disordine per quanto concerne la gestione a 360° della mia vita. Spesso prendo le decisioni giuste al momento sbagliato, oppure decisioni sbagliate al momento giusto. Sarà il karma.
  3. Sono una persona indipendente e poco allineata ai canoni della “normalità”. Questo mi crea qualche problema di adattamento e di insofferenza. 

Il difetto che ti rimproverano
Dicono che ho un brutto carattere (ma poi si affrettano a dire “scherzo, ovviamente!”). E questa è una grande verità. Quando vogliono essere gentili, dicono che ho alcune “spigolosità” o che sono assertiva.

Cosa ti appassiona davvero nella vita, cosa ti anima
Fantasticare e provare a realizzare quelle fantasie. E poi non so perché ma mi appassionano moltissimo le previsioni del tempo.

Il tuo Lavoro
Come dicevo, mi annoio. È questo il problema. Ma questo è anche lo stimolo che mi ha condotto a vivere negli anni esperienze lavorative molto diverse, in cui, tuttavia, l’aspetto logico, manageriale e creativo potessero essere sempre presenti. Non vorrei essere pesante, quindi, in estrema sintesi, posso dire che ho iniziato come avvocato, per poi continuare nel settore culturale come referente di gestione di progetti culturali – tuttora mi occupo, con la mia associazione «Veluvre – visioni culturali», di sviluppo e  realizzazione di progetti ed eventi culturali. Continuo, ancora, come referente di progettazione nell’ambito della finanza agevolata e della formazione. Il resto lo lascio al mio cv.
Sì. Come una volta mi ha detto mio padre, sono una persona complicata.

Il mestiere che sognavi di fare da piccola
Il pubblico ministero. 

Il mestiere che sogni di fare da grande
Blogger di viaggi. Ma non viaggio più molto. Quindi questa è solamente una fantasia.

Quel che ami di più del tuo Lavoro
La necessità di inventare e reinventarmi. Su ogni progetto.

Quel che detesti e/o ti affatica e/o ti annoia del tuo Lavoro
Mi affatica l’idea della precarietà assoluta. Per il resto, tendo a fare cose che siano per me di stimolo e che non mi annoino. Quando ciò accade solitamente l’esperienza volge al termine. Non riesco proprio a fare un lavoro puramente impiegatizio, standardizzato o che richiede il timbro del cartellino. Non mi risparmio mai in quello che faccio, soprattutto se faccio qualcosa che mi appassiona.

Quel che condanni e cambieresti subito del tuo contesto lavorativo
Condanno la necessità di dover sgomitare e di azzardare ogni volta un triplo carpiato per poter lavorare con serenità. Cambierei spesso la mentalità di chi tende a sfruttare e a spremere gli altri per raggiungere obiettivi non collettivi (di crescita e sviluppo della squadra di lavoro o dell’organizzazione) ma assolutamente individuali. È degradante, crea sconforto, è poco motivante e soprattutto per nulla divertente.

La cosa più difficile che hai fatto nella vita
Sono due e attengono alla sfera lavorativa ma, come sempre del resto, hanno messo in gioco ogni parte di me.

  1. Rialzarmi dopo un’esperienza lavorativa conclusa in modo devastante e per ragioni incomprensibili; ovvero per ragioni non professionali ma di idiozia. Non stimo gli yes-man, anche se hanno capito tutto della vita e sono in grado di rimanere sempre a galla. No, io non lo sono e per questo ho pagato prezzi carissimi.
  2. Altra esperienza lavorativa in condizioni estreme e in totale solitudine, lontana dal confronto e conforto, nonché dall’appoggio dei miei amici. Portarla a termine è stato durissimo. In questa occasione, più che in altre, ho capito quanto sia frustrante lavorare in luoghi in cui il maschilismo, per non parlare del machismo, dilagano. Avrei dovuto lasciare subito dopo l’affidamento dell’incarico ma il maledetto senso del dovere si è trasformato in autolesionismo. Sempre a testa alta e sorridente, mentre il bambino piccolo e cattivo che abita in me, verde di rabbia, immaginava vendette inenarrabili.

Il tuo ricordo preferito
Tutti quelli che mi legano agli amici di sempre e le risate sguaiate mie e della mia amica Gaia. Iniziavano durante le lezioni (lei per coprirle faceva finta di soffiarsi il naso – come se fossero suoni e rumori comparabili, come se fosse normale soffiarsi il naso urlando!!) e continuavano all’uscita da scuola e lungo tutto il tragitto per tornare a casa. Se le ricordano – e ce lo ricordano puntualmente  – in molti.
P.S. Ridevamo sul nulla. Eravamo semplicemente “senza penZieri”.

I tuoi eroi. Chi ti ispira profondamente? 
Mi ha sempre entusiasmato mister V, l’anarchico protagonista del fumetto e dell’omonimo film V per Vendetta. Non per le modalità del suo agire (non userei violenza su nessuno), per carità, ma per l’effetto di risveglio della coscienza collettiva, spesso sopita da presunti meccanismi politici di gestione e manipolazione, per lo più basati sulle paure e sul bisogno di essere difesi.
Lo sviluppo del senso critico verso ciò che viviamo o che accade intorno a noi mentre siamo impegnati a vivere. Questo mi interessa.

La/e qualità che più ami negli altri
L’onestà, la voglia di giocare e di mettersi in gioco sempre.

La persona scomparsa che richiameresti in vita
Non ho subito drammatiche perdite per fortuna, ma richiamerei tutte quelle persone che hanno lasciato un vuoto nella vita delle persone a me care. Perché quei vuoti non si colmano.

Il sogno che proprio non ti lascia in pace  
Mettere su un’attività in proprio coinvolgendo i miei amici. Ciascuno con le proprie professionalità. Ci riuscirò.

L’Italia che vorresti
Quella che non è oggi. Quella che non conosco.
Vorrei che non fosse fondamentale essere amico/parente di qualcuno per poter lavorare. Vorrei che i genitori non fossero indispensabili per la sopravvivenza dei figli vita natural durante. Vorrei una classe dirigente più colta, visionaria, preparata, efficiente. Vorrei che la comunicazione e la propaganda non fossero gli unici mezzi usati in politica. Vorrei un Paese più consapevole, capace di scendere in piazza e fare le rivoluzioni, anziché un popolo impelagato nella logica del “mio orticello”. Insomma, ho quasi quarant’anni (ma non li dimostro), eppure sogno sempre un altrove.

L’ultima cosa che fai prima di addormentarti
Seguo la rassegna stampa di rainews24, così mantengo alto il livello di incazzatura e sono pronta ad affrontare la giornata successiva con la giusta grinta.

L’ultima volta che ti sei emozionata davvero
La festa a sorpresa che hanno organizzato i miei amici per il mio 39° compleanno (qualche settimana fa). Innanzitutto perché la sorpresa è riuscita (e solitamente a me non la si fa). Poi perché ho colto tutto l’entusiasmo e l’impegno dei miei amici. Si sono “sbattuti” assai pensando a qualcosa che potesse farmi stare bene. E questo mi commuove sempre: la dedizione all’altro.

Stato d’animo attuale
Sono in crisi. Come sempre.

Le Parole che non ti ho detto: il canto libero di Sonia

Oggi rido meno di prima. Continuo a sorridere, certo, ma non rido più come prima. Questa cosa la trovo insopportabile perché la leggerezza è sempre stata il mio forte.
Però nel frattempo ho incontrato tante persone, vissuto tantissime esperienze, incrociato molte storie. Lo zaino è pieno di ricordi, lacrime, risate, idee, progetti, amori, libri neri. E poi non manca il cibo. Dammi un panzerotto fritto e freddo alle 8 del mattino e sarò felice. Zaoooooo

Perché contattare Sonia Del Prete. Il suo Curriculum vitae cantato in versi: i suoi

Sono, faccio e ho fatto:

  • Avvocato (civilista) – studi legali
  • Project manager culturale –  Progetti ed Eventi del settore cinematografico
  • Socio fondatore e Project Manager Veluvre – Visioni culturali
  • Project Manager turistico
  • Referente progettazione – Ente di formazione
  • Mediatore
  • Orientatore
  • Docente – di Diritto e di Event Management
  • Ricerca e selezione Risorse umane – agenzia per il lavoro

Che cosa ci ha insegnato Sonia: #Consigli per il Lavoro

Cara Sonia, il Carillon del Salotto di AstrOccupati si è messo a suonare per te certe parole. Confessa, che il tuo racconto interiore di Lavoratore ci ha insegnato moltissime cose. 

LA TUA STORIA CI HA RICORDATO che la forza d’animo ha il suo lato d’ombra, praticamente il suo opposto. Che abbiamo il dovere di tutelare la fragilità della nostra forza, anche quando non piange, non si lamenta, non urla e non si stanca. La tua storia ci ha ricordato di fare attenzione alla sensibilità che si nasconde dentro uno sguardo muto. E che dobbiamo prenderci cura dei nostri passi troppo veloci, delle nostre ore insonni, dei nervi sempre accesi, sempre spostati più in là della nostra sedia.

LA TUA ESPERIENZA CI HA CONSIGLIATO di tenere occhi e curiosità accesi anche verso quei settori in apparenza lontani dalle nostre competenze di studio. Che è necessario aprirsi, operare contaminazioni creative. Cambiare, essere “flessibili”. Lanciarsi andare e imparare. Imparare e dare, tutto quello che sappiamo. Fare, lanciarsi e progettare, smettere di lamentarsi. La tua esperienza ci ha insegnato che, compatibilmente con l’impulso che guida il nostro futuro, ci sono momenti e situazioni in cui bisogna dire sì, e momenti e situazioni in cui bisogna dire no. E che non bisogna scoraggiarsi mai, mai, nemmeno di fronte agli yesIam, quelli che riceviamo al posto degli yesWeare su cui invece eravamo concentrati noi.

LA TUA INTERVISTA CI PERMETTE DI RICORDARE AL MONDO DEL LAVORO che noi, proprio non abbiamo paura. Che l’agonia del cartellino da timbrare noi la festeggiamo come l’inizio di un momento nuovo in cui le competenze si muovono insieme ai treni e alle idee grazie all’immaginazione, alla tenacia dirompente, alla ricerca, alla rottura di una certa ideologia del lavoro, alla voglia di mettersi in gioco, di acquisire nuove competenze anche dopo tre lauree, cento master. Che tra una valigia e l’altra, non vediamo l’ora di preparare una cassetta degli attrezzi da proporre alla classe dirigente perché ci aiuti a far crescere questa Italia che vogliamo, e che ESISTE già: un’Italia luminosa e in viaggio. Aperta e visionariaLa tua intervista ci permette, inoltre, di ricordare una cosa fondamentale: che chi non condivide il successo degli altri, chi non vuole imparare dai piccoli o grandi passi compiuti dagli altri, è come la sedia in vimini rimasta sul patio della grande casa estiva mentre qui è inverno. E noi si chiacchiera, si beve, noi si fuma e si ride – ma, diavolo, ma sei scemo? Ma perché non sei venuto alla festa? Tutto il resto, è noia.

SONIA, PER TE. Cara Sonia,  dopo la tua Intervista il Carillon del Salotto si è messo subito a suonare questa canzone, e dopo interminabili ore, si è scaricato. Ho dovuto girare la molla più volte perché rimettesse le sue canzoni in riga. Poi, una volta a posto, si è messo a cantare, per te, quest’altra canzoneChe è il nostro vento, la nostra sfera di energia magica per te. Buoni sogni, buon vento Sonia. 

AstrOReporter dell’Intervista: Valentina Chiefa


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§§§ E a te, AstrOccupato, AstrODisoccupato, quali stimoli e consigli ha lanciato questa Intervista? Siamo AstrONavigatori io e te, responsabili, accesi e liberi. So, perché lo so, che i tuoi commenti su questo blog saranno commisurati alle regole del garbo, al fruscio del dialogo, e non alle strade dell’insulto. L’insulto mai, l’insulto no: quello, non ci somiglia per niente.

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