Lavoro, disoccupati a causa dell’età. Le norme sulla discriminazione, la tenacia, il collagene marino idrolizzato: i consigli per una Rivoluzione ialuronica

Per lavorare in Italia? Conta «l’età»


Diritti, uguaglianza, tutela dell’occupazione, pari opportunità. Un tema centrale quello della tutela del «Diritto» al Lavoro per “tutti” i cittadini: ai piani “alti” della Politica se ne parla ma, realmente, cosa si sta facendo? Dentro il chiacchiericcio dove la democrazia finisce per dimenticare anche se stessa, aumentano i candidati esclusi, per motivi legati all’età, dalle fasi preliminari e necessarie per accedere al mondo dell’occupazione: la presa in carico di un annuncio, l’invio del curriculum vitae, il colloquio, la pratica tirocinante per intraprendere il percorso professionale. 

I fatti: quanti anni hai, baby?

La situazione, divisa in punti salienti:

PRIMO. Tanti, tantissimi, in Italia, gli annunci di lavoro che, tra i requisiti richiesti, inseriscono l’età “massima” del candidato, e restringono l’invio delle candidature a una specifica fascia che – quando va bene – chiude le possibilità ai 29. E per chi di anni ne ha trenta, quaranta, cinquanta, sessanta (sì, 60! Fatevi pure un giro nelle agenzie di lavoro), che succede?

Succede questo: anche se le competenze recitate dal citato annuncio sono proprio le sue o quelle per le quali si è recentemente formato (sì, e a tutte le età. Gli italiani, dignitosamente, continuano a studiare e a formarsi) o non sono le sue ma “ci vuole provare” (se non lo prendono in considerazione nel suo settore e ha bisogno di un lavoro, e ha dalla sua tenacia e volontà, il candidato “si candida” per un altro settore, è chiaro. O no?), il candidato, escluso per via dell’età, non prenderà in carico l’annuncio, o meglio non manderà il curriculum vitae, non parteciperà alla selezione, e proseguirà nella lettura dell’annuncio successivo, con il quale molto probabilmente ripeterà la stessa, triste, recita.

SECONDO. Tanti, tantissimi in Italia, i colloqui di lavoro nei quali diventa primaria la domanda: «Quanti anni hai?». Situazioni-tipo ricorrenti: 

Situazione A: troppo giovane per lavorare – ci dispiace, non sei ancora un senior nel settore di competenza. Del resto, hai tempo. In questo momento noi stiamo cercando un giovane, maturo. Risultato: vai a tirocinare da un’altra parte.
Situazione B: troppo vecchio per lavorare e imparare – non sei un senior nel settore di competenza, e non c’è nessuna possibilità che tu lo possa diventare visto che, insomma, senza offesa, sei già troppo in avanti con gli anni. Ehh??!!! Risultato: vai a svernare, altro che tirocinare. Altro che “lavorare”. Da un’altra parte però.

TERZO. Tanti, tantissimi in Italia, i corsi di formazione nei quali, per fortuna, l’età, come la bellezza, non conta. Ed è una cosa fantastica. Bella, sì, ma poi? Che succede dopo? Chi si è formato e di anni ne ha trenta, quaranta, cinquanta e sessanta, e per questo non viene preso in considerazione, che fa? Monologhi tipici seguiti al rifiuto:

Monologo A: E allora, cosa diavolo mi sono formato a fare? Dovevo rimanere in casa a deprimermi? Dovevo lanciarmi dal balcone per rompere l’invisibilità? Come faccio a reinserirmi nel mondo del lavoro? È colpa mia se sono stato licenziato? È colpa mia se non ho più vent’anni? Come faccio a darmi da fare, esercitarmi, fare pratica, imparare davvero mettendo in campo la mia neoformazione? – si chiede il candidato disoccupato neoformato escluso.
Monologo B: E allora, cosa dovevo fare? continuare a fare lo stesso lavoro per tutta la vita? Non dovevo cambiare idea? – si chiede il candidato frizzantino, tutto “Voglio reinventarmi, viva l’avventura”, “Il lavoro si crea”, “Non è mai troppo tardi per ricominciare”. 

La discriminazione anagrafica nel mondo del Lavoro: davvero è solo una questione di sgravi?

Siamo dalla parte, qui, degli imprenditori di piccole e medie aziende che, sottopressione per via di una mancata e costante “umanizzazione” delle tasse, beneficiano di questo e di quell’altro aiuto. Tu sgravi, ergo siamo felici per te. Non è certo colpa tua se il Governo italiano, con piani come Garanzia Giovani, ha dato il là ai motori di ricerca sputa-limiti d’età! Perché non fare un Garanzia Vecchi, Governo? Che poi, Garanzia Giovani, parliamone: “piano Europeo per la lotta alla disoccupazione”, una “buona occasione per le imprese”. Eiii! Ei, laggiù, là, lì sulle poltrone! Politici, ciao. Lo sentite o no il suono che sta facendo Garanzia Giovani? F-l-oooooooooooooooo-p. Boom. Siamo anche a sostegno, qui, degli imprenditori che nella ricerca di candidati richiedono l’età come requisito essenziale perché essa è determinante ai fini dello svolgimento dell’attività lavorativa. Questo è sano, legale, e sacrosanto.

Noi, qui, abbiamo solo interrogativi. Domande, rivolte in particolare a chi, sgravi e fini esclusi, avrebbe la possibilità di scegliere dei candidati di qualunque età, ma inserisce un limite. Noi, qui, cerchiamo risposte da chi richiede qualifiche e competenze in un determinato settore o richiede disponibilità, volontà, tenacia per maturare competenze, per l-a-v-o-r-a-r-e, e inserisce un limite di età. In casi come questo è possibile che i responsabili del personale siano guidati, non dal fattore incentivi e sgravi fiscali, ma da pregiudizi? Quali? Ecco, è possibile che, insieme al Governo, gli HR abbiano dimenticato e continuamente dimentichino:

  1. che tutti i segni dell’invecchiamento, come le rughe, costituiscono, di fatto, un fenomeno fisiologico inevitabile e, tra le altre cose, interessante, perché umano e vero.
  1. che rughe glabellari, pieghe nasolabiali, rughe periorali, zampe di gallina, commessure labiali, linee della marionetta, volumi stravolti, non c’entrano con le competenze, non c’entrano con la volontà di esercitare al meglio le proprie abilità professionali, non c’entrano con la creatività, anziPer essere ancora più chiari, anche dai trenta in su si può: possedere elasticità mentale, studiare e imparare nuove cose, adattarsi al cambiamento, orientare il lavoro verso un obiettivo, lavorare in gruppo, avere tempo a disposizione per portare a termine un compito — sì, perché l’equazione sconcertante che viene in mente, soprattutto per i candidati-donne, è la seguente: trentenne=matrimonio=maternità=non disponibilità di tempo, testa e fatica. Ed è davvero un peccato, ma per voi. Perché è sotto gli occhi di tutti che proprio come un uomo, papà e marito, una donna, mamma e moglie, possiede: eccellenti capacità imprenditoriali, di multitasking, di gestione del rischio, gestione della crisi, gestione dei talenti del personale. Inoltre, fa un caffè da paura, non si spaventa facilmente e sorride. E direi che, queste, non sono proprio cose di poco conto.
  1. che rughe glabellari, pieghe nasolabiali, rughe periorali, zampe di gallina, commessure labiali, linee della marionetta, volumi stravolti non c’entrano con la determinazione e la curiosità di imparare un nuovo mestiere. Che è un diritto inalienabile: reinserirsi, voler ricominciare, reinventarsi in un nuovo contesto lavorativo, cambiare idea, scegliere un’idea, scegliere un lavoro, cambiare lavoro. Ecco, soprattutto questo: cambiare idea, scegliere, iniziare da un nuovo inizio. Scusatemi: ma perché no?
  1. che una persona che si presenta da voi a dispetto della sua esperienza, a dispetto della sua età, a dispetto della sua situazione spesso allucinata, ha un talento solo, ma ce l’ha: ha il talento della volontà, del coraggio e della libertàNon dimenticatelo, coltivatelo. Non insultatelo, abbracciatelo.

 

Ti fanno storie per l’età? Ecco le norme giuridiche che (queste storie) le chiamano «discriminazione»: do-not-forget

Una normativa che tratta di Diritto al Lavoro a dispetto dell’età, esiste. La fantastica consulente legale di AstrOccupati ha raccolto le leggi che lo tutelano, e parlano, in caso di una sua violazione per “motivi” connessi all’età, di discriminazione.

 Per non creare confusione, le abbiamo elencate e riunite ordinatamente fuori da questo articolo, in un’altra pagina. Per leggerle, clicca qui.

Ti dicono che non hai l’età ma, accidenti a te, sei proprio ostinato e un lavoro lo vuoi? L’alimentazione ricca di antiossidanti, le creme a base di acido ialuronico, la tenacia disintossicante: consigli per una Rivoluzione efficace

Se il dovere di un Paese è di tutelare i diritti dei cittadini, il nostro dovere come cittadini è quello di costruire, per questi diritti, una casa grande e bella. Non avrai mica voglia di mollare? Eh no. Ecco qui qualche pratico consiglio, per tutti:

  1. Push the button. A meno che, per sua stessa natura, il lavoro scelto non richieda prestazioni che per via della tua età non potresti proprio offrire, e a meno che l’annuncio non dichiari esplicitamente la partecipazione a bandi come quello di Garanzia Giovani, invia lo stesso la tua candidatura. 
  2. La tua rivoluzione passa anche dalla bocca. La tua pelle è arida, disidratata, poco elastica, praticamente uno gnam gnam per le rughe e lo sconforto? Le “maledette” si stanno infossando oppure hai vent’anni e vuoi prevenirle? Inizia con una dieta nutriente, ricca di antiossidanti e vitamine A, C, E, omega 3, classici della letteratura, inchieste giornalistiche e reportage che ti ricordino i tuoi diritti di Persona, e i tuoi doveri di creatività come Lavoratore. Frutta, verdura, pesce, crostacei, mandorle, noci, succo di mirtillo, brodi e brodaglie e bolliti, tisane, tanta acqua, e bye bye rughe! Non avere sbalzi di peso, non fumare, non mangiare cibi-spazzatura, non piangere (non troppo, almeno), non bere alcolici, fai domande quando non capisci, parla con chi ne sa più di te e ti lancia suggerimenti utili e creativi.
  3. Il tuo Curriculum? Idratalo. Il tuo curriculum vitae: togliere o non togliere la data di nascita, questo è il problema. Se la tolgo sono nel pieno dei miei diritti, ma se la tolgo adesso, in questo clima di discriminazione, e qui, in Italia, finisce che mi sputo contro. Allora, non la tolgo, e anzi, la ribadisco con forza nella mia lettera di presentazione oppure semplicemente, nel colloquio preventivo con l’HR di turno, chiedo i motivi per i quali nella loro ricerca identificano la competenza cercata con una specifica età anagrafica. Dopo, scegliete voi se dire o non dire. Cosa? Una polemica con leggi alla mano, un sobrio “vaffanculo” o un gentile “Grazie, a presto, arrivederci”.
  4. Gli occhiali da sole e una pelle liscia come la seta. Se cerchi lavoro o cerchi un’idea per lavorare in proprio sei sempre sbattuto di qua e di là. Non dimenticare, allora, di idratare la tua pelle con detergenti, cosmetici e creme adatti al tuo tipo di pelle, e soprattutto di usare prodotti di qualità. Con un buon antirughe, ad esempio, stimoli il rinnovamento cellulare, perché nutri la pelle di collagene, antiossidanti, acidi grassi (no, le patatine fritte non sono acidi grassi nutrienti), acido ialuronico. E visto che non puoi proprio evitare di esporti a radiazioni luminose e pensieri negativi a neon, ricorda: filtro solare, faccia tosta, creatività e un bel paio di occhiali da sole, il toccasana fashion per il tuo contorno occhi! Anche per l’inverno!
  5. Non puoi permetterti Filler di acido Ialuronico, Tossina botulinica, Lipofilling, Peeling chimici? Prova con gli Integratori di Collagene marino idrolizzato: lo Studio, la Formazione, Tenacia, Curiosità. Per certe cose, è vero, l’“età giusta” l’abbiamo proprio superata, tutti, a venti, trenta, quaranta, cinquanta, sessanta. Ma l’età dei “no”, dei “perché”, della curiosità e dello studio, no, quella non dovrebbe mai essere superata.
  6. L’ultimo consiglio, il più importante: tu, non smettere. Di studiare, dire no, dire perché.
    Paragonàti a quei ruderi, avanzi di costruzioni edilizie sparsi qua e là per l’Italia che giriamo e che vediamo dai finestrini degli autobus, o per strada, scesi dai treni nei quali ci infiliamo per andare a cercarci un lavoro, siamo ruderi anche noi. Siamo, materiale convogliato disordinatamente qua e là, anche, certe volte soprattutto, davanti alle persone che amiamo. I colori sbiaditi, le linee spezzate, la timida vergogna per l’incompiuto sono le stesse: linee, colori e vergogna della grande opera che doveva essere, e che non è stata.
    Facciamo da fondale a un paese spezzato, l’Italia. Dentro, una ragione spezzata, più invisibile e oscena: la nostra. Siamo noi. Noi, disoccupati, precari ed occupati fatiscenti. Noi, uomini singoli ma ancora, insieme, uomini collettivi: partecipiamo alla vita civile, ancora e ancora. Vogliamo, non molliamo. Siamo vivi. Non molleremo. 
    Caro candidato, qualunque età tu abbia, non smettere di dire no, non smettere di dire perché. Non smettere di domandare, di cercare soluzioni alternative. Non smettere di studiare, formarti, non smettere di leggere, di informarti. Lo Studio è l’unica forma di ribellione positiva che non mette in ginocchio, non mortifica, non lamenta, non ruba, non uccide, e tra le altre cose, ti rende un figo pazzesco. Sì, io ti vedo. Sei bellissimo.

Cuore, penna ialuronica di questo Articolo: Valentina Chiefa. #iolavoroconlerughe


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Un pensiero su “Lavoro, disoccupati a causa dell’età. Le norme sulla discriminazione, la tenacia, il collagene marino idrolizzato: i consigli per una Rivoluzione ialuronica

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